Via Toboga alla Crema - Monte Cuminello

Prima salita 4 Giugno 2022 - M. Serafini, D. Bonfanti   Difficoltà : VI; R3 attrezzata a chiodi da integrare, soste attrezzate a fix,  utile martello e chiodi Dislivello : 180m, sviluppo 220m Roccia : mica-scisto quarzifero molto compatta Tempo impiegato : ore 5:00 dall'attacco Avvicinamento : 2:00 dal rifugio Dordona Sulla stessa parete: Via Cacciatori di Gemme

Via Zig Zag - Pizzo Tre Signori

Prima salita 22 Aprile 2018 - Primi salitori: M. e L. Serafini, D. Brignoli, E. Cavenati

Difficoltà: su ghiaccio e neve da 45 a 80 gradi (il seracco), III e IV su misto e roccia
Dislivello: 950m, da circa 1600 m (la posizione dell'attacco nel Canale Zig-Zag puo' variare a seconda delle condizioni) a 2554m in vetta
Condizioni: neve ben rigelata nel canale iniziale, poi sempre meno portante salendo sui pendii assolati. Chiodi usati: 6, di cui 5 per le soste, 1 per progressione; lasciati 2 alle soste
Tempo impiegato: ore 6:30 dall'attacco alla vetta


La via Zig-Zag risale le linee deboli del poderoso versante Sud del Pizzo dei Tre Signori, che è costituito da tre grandi fasce di salti intercalati da due grandi pendii-cengia (da cui l'antico nome di Pizzo Cengio). La prima possente bancata rocciosa è quella del Pizzo di San Giovanni (2048 m), che viene aggirato mediante il Canale Zig-Zag. La seconda fascia rocciosa è quella sottostante il pendio-cengia percorso dal sentiero n.101: questa viene superata mediante canalini-goulotte incisi tra i pilastri rocciosi. La terza fascia è costituita dalla cupola sommitale, più erta e compatta.

Avvicinamento        
Prendere il sentiero n.104 dalla frazione Costa di Valtorta (m. 1130) e seguirlo fino alla selletta a quota m.1330 dove si diparte la costa ed il sentiero che sale alla baita Stabello. Proseguire lungo il 104 ora in piano e mezzacosta, oltrepassata una valletta incassata prestare attenzione ad un bivio dove il 104 scende a sinistra, mentre un vecchio sentiero ben segnato (strisce blu sui tronchi d'albero) sale dolcemente verso destra nel bosco. Oltrepassato un canale incassato, dove il sentiero inizia a scendere verso una valletta con torrente molto ricco di acqua, si sale invece decisamente sulla ripida costa nel bosco (punto di riferimento utile, 20 m sopra il sentiero una grande piazzola di carbonaia con muretto a secco), prima decisamente in verticale poi tendendo gradatamente verso sinistra (segno particolare, due grandi tronchi scheletrici di abete secchi e adagiati sul pendio, da scavalcare) fino a ritrovare un vecchio sentiero che attraversa in orizzontale a sinistra a riguadagnare il fondo della valletta. Si sale per poche decine di metri all'origine dello Zig-Zag. Qui la valletta si biforca, dominata dall'imponente e scura mole del Pizzo San Giovanni: a destra un canale che sale le pendici sud-est del San Giovanni, a sinistra il Canale Zig-Zag vero e proprio. La prima parte del canale è impraticabile a causa delle cascate di acqua che ne percorrono la spaccatura di fondo, quindi occorre ora traversare i pendii a sinistra del canale (abbassandosi un poco a prendere una vaga traccia di sentiero) e risalire il costone che lo delimita a sinistra (ovest), prima nei radi abeti, poi su un ingrato pendio di olina e ginestra, superando una piccola betulla e tendendo progressivamente a rientrare verso destra nel canale, ora ripieno della lingua finale della valanga colossale. A seconda delle condizioni si scende prudentemente nel canale arrampicando in discesa roccette miste a erba che ci depositano a quota circa 1650m sulla neve della valanga, circa un centinaio di metri a valle della strozzatura caratteristica (lo Zig-Zag), occlusa dal "seracco".

Relazione tecnica        
Il primo tiro di corda supera il muro ghiacciato che si presenta a mo' di seracco (15 m, fino a 80 gradi se superato sul lato dx, quasi strapiombante sul lato sinix). Si perviene ad un grande pianoro prodotto dal flusso nevoso della valanga, che riempie (crediamo decine di metri di spessore) il fondo del canalone facendo "risacca" sulla curva a gomito da cui precipita a formare il muro-seracco. Il canale e' inizialmente largo e comodo (30-40 gradi) su neve compatta, e si rialza in pendenza e restringe in larghezza progressivamente. Si lascia a sinistra un ramo laterale ripido ed incassato che sale direttamente ai pendii soprastanti e si continua nel solco principale che delimita il contrafforte del Pizzo di San Giovanni. Si risale la profonda rigola fino a varie strozzature che si superano in sequenza (la più difficile IV su masso incastrato, pendenze di insieme a 45-50 gradi con muretti a 60-65) fino ad una biforcazione, da cui si tiene il ramo a dx, adiacente i pendii finali del San Giovanni. Entrati nel catino finale non si punta al colletto che unisce il San Giovanni alla parete del Tre Signori, bensì si piega a sinistra a raggiungere in traverso un pulpito erboso. Da qui si risale la costola erbosa fino al suo apice alla base dei salti rocciosi verticali, e si traversa (delicato ed esposto) su pendio nevoso ad imboccare il canale che solca la bastionata rocciosa. Il canale offre pendenze fino a 50 gradi con alcuni salti rocciosi intermedi non difficili ma delicati (fino a III): tenendo gradualmente verso sinistra si perviene ad una costola che emette verso sinistra ad un altro canalino che sbocca su un pendio aperto piuttosto ripido (50 gradi) ed esposto, solcato da una profonda rigola, adducente ad una fascia rocciosa incisa da uno stretto canalino (questo è probabilmente il pendio percorso dal sentiero 101). Si sosta alla base sotto uno strapiombo (chf lasciato). Un tiro di corda (60m, 55-60 gradi, varie strozzature rocciose fino al III), sosta su chiodi (1chf lasciato). Un secondo tiro di corda nel canalino fino a pendii più aperti con roccette miste a erba (un misto a 55-60 gradi, delicato, 1ch, sosta su friends). Un terzo tiro di corda su prato ripido (grass-tooling) fino ad un comodo pulpito da cui si vede la cupola sommitale e la croce. Si prosegue direttamente a monte del pulpito su pendii erbosi fino alla base della cupola, che si supera con una strategia a zig-zag (per restare in tema...) aggirando i vari salti strapiombanti. Si inizia tendendo a sinistra per canalino erboso, poi si segue a destra sopra la barriera rocciosa infilandosi in un canale aperto (ignorando una cengia che leva verso destra): alla biforcazione si lascia il ramo di sinistra con masso incastrato per prendere il ramo di destra sbarrato da un corto salto verticale. Si sosta alla sua base su dadi e friends, si supera il salto (IV) e si prosegue su pendii erbo-rocciosi per l'intero canale fino ad una comoda cengia. Dalla sosta (dadi) si prende l'ultimo canalino a sinistra che dopo un saltino (III) immette al pendio finale sottostante la cornice (poco pronunciata) a pochi metri dalla croce di vetta.


Nel canale che aggira il Pizzo San Giovanni

Sui ripidi prati che portano alla prima fascia rocciosa

In uscita dal secondo canale, sopra la prima fascia rocciosa

Sui ripidi pendii di accesso alla seconda fascia rocciosa


Nella rigola di attacco della seconda fascia rocciosa (3 tiri da 60m)

L'ultima sosta, pochi metri sotto la vetta

Tracciato della via

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