Via Toboga alla Crema - Monte Cuminello

Prima salita 4 Giugno 2022 - M. Serafini, D. Bonfanti   Difficoltà : VI; R3 attrezzata a chiodi da integrare, soste attrezzate a fix,  utile martello e chiodi Dislivello : 180m, sviluppo 220m Roccia : mica-scisto quarzifero molto compatta Tempo impiegato : ore 5:00 dall'attacco Avvicinamento : 2:00 dal rifugio Dordona Sulla stessa parete: Via Cacciatori di Gemme

Via Degli Scassinatori - Zucco di Pesciola, Piani di Bobbio


Prima salita 07 Gennaio 2022 - Marco Serafini e Fabio Bizzoni

Difficoltà: M4/M5; R2 usate solo protezioni veloci
Dislivello: 110m, sviluppo 140m
Condizioni: molto asciutta, possibile che il primo tiro sia più semplice in caso di buon innevamento
Tempo impiegato: ore 3:00 dall'attacco
Avvicinamento: 1:30

Sulla stessa parete: 
La via Degli Scassinatori risale la parete che si trova a sinistra dello Spigolo dei Bergamaschi. Questa zona, compresa tra la terza e la quarta torre dell'Ongania, è caratterizzata da un grosso pendio di detriti che d'inverno si copre di neve. I primi due tiri seguono un canale/diedro che incide verticalmente lo zoccolo della parete. Il secondo tiro è il più difficile, ma anche il più bello; risale un diedro di roccia molto sana che perde verticalità ad ogni passo, sbucando sul pendio soprastante. Superato quest'ultimo ci si trova sotto l'intaglio della cresta Ongania, che dal basso crea una grotta da cui si intravede il sole sul versante Sud. L'ultimo salto si vince con un camino molto lavorato che sbuca sulla cresta.
Nonostante la parete sia molto poco invitante senza innevamento, abbiamo trovato degli antichi cordoni di calata alla S1. Non siamo a conoscenza di relazioni di vie in questo settore e non abbiamo ritrovato altri segni di passaggio.

Avvicinamento          
Raggiungere la base della parete a sinistra della terza torre dell'Ongania. Attaccare sulla verticale del caratteristico intaglio che separa la terza e la quarta torre, in corrispondenza di un canale/diedro che incide verticalmente la porzione basale della parete.

Relazione tecnica        
L1: Seguire il canale fino al grosso masso incastrato che sbarra la via. Infilarsi dunque sotto al masso e sbucare nella fossa nevosa sul lato opposto (nel caso di innevamento abbondante, potrebbe essere necessario passare sopra al masso). Sostare scomodamente sotto al masso su vecchio cordone di calata (S1 clessidra, 30m, M3/M4).

L2:  Rimontare il masso e salire a destra fino alla piccola cengia innevata. Traversare verso sinistra fino a riprendere il diedro e salirlo fino al culmine, entrando sul pendio centrale della parete. Proseguire ancora 20m su terreno facile tendendo verso sinistra e cercare una sosta tra i massi (S2 clessidra, 40m, M5).

L3: Traversare il pendio di neve risalendo nel grottone formato dall'intaglio della cresta. Sostare quando non è possibile proseguire sul fondo del canale (S3 friend grossi, 40m, 50°).

L4: Salire il camino fratturato appena a destra dell'intaglio sbucando sulla cresta Ongania (S4 spuntone, 30m, M4).

Possibile continuare sulla cresta Ongania (2 tiri più tratti in conserva) oppure calarsi dalla cresta. Per questa seconda opzione, si consiglia di scendere in conserva fino all'intaglio tra la seconda e terza torre. Qui con tre doppie si raggiunge dapprima la S3 di Giovani Marmotte e dunque la base della parete. 

Primo tiro: canalino di neve poi diedro e passaggio speleologico

Rimontando il grosso masso incastrato

L2 dalla sosta nel grottino

Passaggio claustrofobico

Il bellissimo diedro di L2

S1 vista dal traverso di L2

L'uscita del lungo diedro di L2, difficile, ma moto divertente

S3 in un ambiente stranamente selvaggio

Il facile canale di L3

L'intaglio della cresta su cui passano tante cordate senza mai guardare giù

Il camino di L4

Ultimo passaggio fisico e siamo fuori

Doppie verso la seconda torre

Le vie di misto dello Zucco di Pesciola

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